Pensiero:
E' anzitutto il pensiero della propria soddisfazione e cioè dell'esserci fino in fondo - meta - in ciò che si fa e che procede a sua volta dalla legge del moto del corpo. Il pensiero riguarda allora questa legge e, affinchè ci sia insegnamento, come pure lo stare bene a scuola, occorre investire su questo capitale di partenza. Le cosiddette difficoltà scolastiche derivano essenzialmente dalla difficoltà di pensiero: il soggetto è incapace di raggiungere la soddisfazione in quanto il suo giudizio di piacere è estraneo rispetto a quanto va facendo. Ciò pone anche un limite alla teoria di Piaget sull'evoluzione del pensiero e alla loro incidenza sulla scuola.
Professione-competenza:
E' importante fare questa distinzione soprattutto per quegli ambiti, come la scuola, in cui è rilevante la dimensione relazionale. La professione di un docente riguarda ogni conoscenza acquisita per esempio accademicamente , mentre la competenza, da cum petere , significa saper fare un percorso con qualcuno e cioè saperci fare con l'allievo. Tale competenza (relazionale) non è tuttavia distinguibile dal saperci fare con. Con la materia, giacchè occorre saperla offrire e sventagliare a seconda di chi si ha di fronte. Va detto che, nella scuola, la competenza viene sempre più messa a repentaglio - il docente ne è esautorato - da dettami eterodiretti. (vedi anche da professione a competenza di A. Foletto)
Psicoanalisti:
Oltre ad avere una pratica di ascolto per loro formazione, gli psicoanalisti che incontrano dei docenti si confrontano su specifiche tematiche concernenti la scuola. Tali tematiche non riguardano cosa e come insegnare, ossia l'aspetto professionale dell'insegnamento, bensì quegli aspetti quali voglia, passione, interesse, motivazione ma anche soddisfazione, beneficio ecc. che sono più strettamente connessi alla competenza . Questi aspetti, d'altro canto, sono anche quelli più prossimi alla specificità della scuola stessa che dovrebbe prefiggersi l'individuazione di un soggetto, piuttosto che la sua omologazione.