POF
PROPOSTA PER UNA PSICOLOGIA SCOLASTICA
Premessa. La figura dello psicologo professionista nell’ambito di un "servizio di psicologia scolastica"- con possibilità di inserimento nel P.O.F.- non è ancora stata delineata, nonostante numerose proposte e dibattiti anche a livello ministeriale. Ciò testimonierebbe di una notevole difficoltà nel connotare le specificità e le modalità di un apporto psicologico continuativo e congeniale alla scuola attuale, difficoltà che tuttavia ora si tenta di superare avviando la sperimentazione. A questa considerazione occorre anche aggiungere che, finora, gli interventi psicologici in ambito scolastico sono stati più o meno estemporanei e improntati soprattutto all’eliminazione del disagio, interpretando spesso questo come malessere precostituito (piuttosto che come esito di rapporti malfatti).
Tale premessa si rende necessaria perché, nel proporre un modello di intervento psicologico compatibile con il P.O.F., c’è da chiedersi quale ne sia la specificità in modo da non risultare né intrusivo, semmai collaborativo, nei confronti di docenti e genitori, né medicalizzante nei confronti di chi, per qualche ragione, non si trova allineato con lo studente-tipo. A ben giudicare, poi, questa modalità ortopedica tendente a curare chi è out, si rifà a una "scuola di massa", paradossalmente prossima al modello tradizionale, piuttosto che a una "scuola di tutti" e cioè che sa dare delle risposte a ciascuno, come vorrebbe e dovrebbe essere quella attuale.
Pertanto, se l’eliminazione del disagio è un problema che riguarda gli esperti, con buona pace di docenti e genitori, ancorché a scapito della loro competenza, la pratica dell’agio - nel rapporto quotidiano con allievi e figli - li concerne direttamente. Questa, tuttavia, necessita di una costante messa in discussione, atteggiamento cui non tutti sono disponibili, preferendovi piuttosto una gestione relazionale più "monocorde".
Favorire l’agio relazionale significa essenzialmente tenere in debito conto il pensiero di un figlio/allievo, dimodoché ogni proposta istruttivo-educativa, tanto familiare quanto scolastica, sia aderente alla sua soddisfazione. L’agio è un lavoro che concerne anzitutto l’ascolto e che fa capo a una competenza.
Finalità. Sostenere questa competenza, di un docente e di un genitore, potrebbe essere allora la prima e più importante forma di "servizio di psicologia scolastica", ma anche "familiare".
Metodologia. Saranno tenuti corsi collettivi per genitori e docenti, anche su tematiche specifiche come quelle sotto riportate, allo scopo di sensibilizzare sull’importanza della soddisfazione e sulla pratica dell’agio a essa correlato, nel fare scuola e nell’educazione in generale. Accanto a questi momenti si possono prevedere degli incontri individuali sia come "supervisione" di casi particolari sia, in senso più generale, come "consulenza", da intendersi anche quale formazione continua, a sostegno della suddetta competenza e dei corsi stessi. Possono comunque essere reperiti, in itinere, altri differenti momenti d’incontro.
Programma dei lavori. Per l’anno scolastico 2001/2002 sono state per ora suggerite, da alcuni rappresentanti dei genitori di una scuola media (cui si riferisce questa proposta), tre tematiche:
1) l’orientamento;
2) il clima in classe;
3) la collaborazione genitore-docente.
Obiettivi: si tratta di comprendere, ad esempio nell’orientamento, come - rispetto alle indicazioni dei docenti basate sulle prestazioni e a quelle dei genitori basate sulle logiche di mercato - venga perfezionata, giorno per giorno, la bussola del soggetto e cioè il suo stesso orientamento, senza il quale tali indicazioni sarebbero prevaricanti.
Per lo svolgimento dei temi suddetti sono state preventivate 20 ore.
Alfeo Foletto Vicenza, 15.2.2001