Indice documenti |
Il nuovo insegnante Il cambiamento in atto ormai da parecchio tempo allinterno dellistituzione scolastica, nonché il parallelo e continuo dibattito mediatico intorno a esso fanno preludere, o almeno pensare, a unidea di scuola "nuova". Occorre tuttavia domandarsi se questo sommovimento di carattere istituzionale sia in grado di favorire anche la nascita di un insegnante "nuovo", o se invece esso non comporti il rischio di un ulteriore disagio, in termini di competenza, che precluderebbe al docente perfino di concepire cosa sia veramente nuovo nella scuola. Il rischio sarebbe quello di confondere certi rinnovamenti in corso - dallautonomia, al riordino dei cicli, alla parità, fino alla riforma che tutti si attendono - con unesperienza che è invece radicalmente nuova e rinnovabile ciascun giorno, e che è quella della soddisfazione nel rapporto con lallievo, in quanto struttura portante dellinsegnamento/apprendimento. Non è un compito istituzionale provvedere alla soddisfazione del docente, ma costui potrebbe smarrire tale punto fondamentale nel momento in cui certi mezzi (di rinnovamento), utili magari a incrementarne la professione, diventano dei dispositivi dannosi alla sua competenza. Così, ad esempio, lenfatizzazione del termine "autonomia", che è lautogestione, soprattutto economica di una scuola, potrebbe obliterare lidea di autonomia relazionale di un insegnante che è invece la sua competenza normativa, ovvero la facoltà a con-porre norma di soddisfazione con un allievo. Questi dispositivi possono indurre in un errore che, come si constata nellascolto di molti docenti, diventa difficile da correggere in quanto consiste nelladerire a una "comoda" visione (precostituita) della scuola, a scapito di un pensiero cui è necessario invece un lavoro personale e il cui scopo è il beneficio con lallievo. Il nuovo insegnante allora cè nella misura in cui sa porre in atto una costante correzione rispetto a schemi, meccanismi, teorie, così come sa riformulare - rielaborare - in termini relazionali uniniziativa istituzionale. Ciò lo preserverebbe sia dallattivismo conseguente allaccettazione pedissequa di proposte esterne, sia dallimmobilismo derivante dal loro totale rifiuto, salvaguardando così la propria competenza, nonché dignità, uniche garanti di quellesperienza di soddisfazione, dellesserci in ciò che si fa, che può consentire la riuscita quotidiana nellimpresa con un allievo. Alfeo Foletto (Novembre 98) |